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La collezione di scheletri
del Museo Lombroso
(foto d'archivio,
inizio Novecento) |
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«Il primo nucleo della collezione fu formato dall’esercito; avendovi
vissuto parecchi anni come medico militare, prima nel ’59 e nel ’66 ebbi campo di misurare craniologicamente migliaia
di soldati italiani e raccoglierne inoltre crani e cervelli.
Questa collezione venne man mano crescendo […]. Medico
da venti anni del carcere cellulare di Torino potei raccogliere una grande quantità di
vasi, di orci […], la serie dei lavori dei pazzi
[…]. Ripasso qui in rivista […] quei poveri trofei raccolti
[…] prima in una camera da studente, spauracchio
continuo delle padrone di casa, poi in una specie di granaio
che fungeva da laboratorio nella via Po di Torino, finalmente
nel ’99 nelle ampie sale del Museo Psichiatrico criminale,
nei nuovi laboratori biologici nella Università di Torino» (Cesare
Lombroso, Il mio museo criminale, L’Illustrazione Italiana,1906). |
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