 |
"MODUS OPERANDI"
pannello espositivo con corpi di reato e didascalia (1922)
 
Questo reperto, che fa parte della ricca collezione di corpi di reato, è riferibile all'epoca in cui il Museo era diretto da Mario Carrara.
L'etichetta acclusa racconta le vicende connesse al crimine:
«Giuliano Eriberto di Macchia (1904) incensurato, benché sempre con tendenza all'isolamento, alle letture di romanzi di avventure, e ad un risparmio eccessivo in un giovanotto. [...] Il 24 febbraio 1922 sprovvisto di mezzi compì il delitto in casa Portigliatti: acquistò a Torino una maschera di carlevé, una lampadina elettrica, un coltello a serramanico terribile ed una fune e partì con l'ultimo treno. Entrato nella camera da letto di Portigliatti con uno zoccolo colpì il marito alla fronte per stordirlo, ma questi reagì e si colluttarono: nella collutta la moglie fu ferita mortalmente alla giugulare. Egli stesso offrì ai sopravvenuti la corda perchè lo legassero».
|
 |
|